Avevo 12 anni e i miei viaggi quotidiani in auto con i genitori per raggiungere Pesaro avevano come colonna sonora l’audiocassetta di un artista molto amato dai miei, il titolo era “Non calpestare i fiori nel deserto”. Poco tempo dopo la tappa pesarese del suo tour diventò il mio “primo concerto”. Da quei giorni la musica e la voce di Pino Daniele si sono mescolate per sempre a tutti i ricordi della mia adolescenza e l’affetto che provo per loro trascende la ragione. Crescendo ho compreso la qualità e la dimensione cosmopolita di questo fantastico artista. E oggi sono triste.

…e nui tirammo annanz’ che rolure e’ panz’!

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