Il martirio.

Il martirio può essere quotidiano. Il martirio è spesso ineluttabile.

Penso a chi guida e le rotatorie le sa attraversare, e deve avere occhi anche per i tanti intorno a lui che le percorrono a caso.

Oppure a chi, sempre guidando, sta correndo al lavoro e incontra il Giro d’Italia non autorizzato e si mette con pazienza in coda per evitare lo strike.

Penso a chi suona insieme a qualcuno che proprio non riesce ad andare a tempo e pur di arrivare in fondo allo spartito si adatta alla balbuzie ritmica del collega.

Penso anche a chi ascolta una bestemmia detta così, tanto per, e può solo far finta di niente o al massimo rabbrividire con lo sguardo.

E che dire di chi sente urla di odio, di guerra e di violenza verso tutto e verso tutti, mentre lui vorrebbe solo provare a parlare ma non ce la fa perché nessuno lo ascolta?

Penso a chi si ritrova bombe sulla testa, o pistole puntate, tutti i giorni o solo una volta nella vita, e non ha bombe, non ha pistole e non ha la minima voglia di averle.

Penso che a volte si può fare poco, se non avere pazienza… e che di pazienza in alcuni casi si può persino morire, ma sempre poco rimane da fare.

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